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Ungaretti e la poesia in trincea

Le poesie che Ungaretti scrive in trincea tra il 1915 e il 1916 sono tra le più memorabili della sua intera produzione. 

 Tornato in Italia da Parigi allo scoppio del conflitto, Ungaretti, fervente interventista, si arruola volontario nel maggio del 1915.  Pochi mesi al fronte sono sufficienti per lasciare un'impronta indelebile sulla sua concezione della vita e sul suo stile poetico.  L' estrema fragilità della condizione umana, l’attaccamento alla vita, il sentimento della fratellanza nel dolore e l’impressione di poter trovare la salvezza solo nella comunione con la natura,  come “docile fibra dell’universo” che abbandona il sé per sentirsi in armonia con il tutto, diventano i temi dominanti dei suoi versi . 

 Pubblicate una prima volta nel 1916, grazie all’intervento del giovane ufficiale Ettore Serra che le fa stampare nella raccolta "Il Porto sepolto”, le poesie di guerra di Ungaretti confluiscono poi in  “Allegria di naufragi” del 1919 e segnano non solo l’inizio della sua fama letteraria ma quello di una vera e propria rivoluzione della poesia italiana.  

Il brano video in questa pagina è tratto da “Incontro con Ungaretti” di Ettore della Giovanna del 1961.

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