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La rotta di Caporetto

Il 24 ottobre 1917 ebbe luogo, nello stupore generale, lo sfondamento delle linee italiane nei pressi di Caporetto, un piccolo villaggio dell’Isonzo. La totale impreparazione strategica dell’esercito di Cadorna, l’errato posizionamento delle riserve e un’onnipresente convinzione di onnipotenza ed onniscienza dello Stato Maggiore, permisero all’Austria-Ungheria di sfondare e persino aggirare le difese dell’esercito avversario.  Di lì a pochissimi giorni, l’inarrestabile avanzata nemica costrinse i soldati italiani sul Piave. La disfatta di Caporetto costò un numero elevato di morti, feriti e prigionieri, nonché un clima di caos, distruzioni, razzie e violenze gratuite (drammaticamente descritte da Ernest Hemingway in “Addio alle armi”) che seguirono al dilagare del nemico in tutta la pianura veneta. 

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