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Giuseppe Prezzolini: dopo Caporetto

L’opinione pubblica italiana è colta alla sprovvista da Caporetto.  Soprattutto per coloro che avevano contribuito ad orientare il paese in favore dell’intervento il trauma è profondo.  Uno degli intellettuali più attivi nel dibattito culturale del primo novecento, il fondatore de La Voce, Giuseppe Prezzolini, in una lettera all’amico Papini del settembre 1918, racconta il turbamento provocato dalla disfatta.  A distanza di un anno,  Prezzolini può però affermare che Caporetto è stata anche un’occasione di riscatto per sé e per il paese.  La rinascita, per quanto lo riguarda, inizia con la richiesta di un immediato trasferimento al fronte e con l’arruolamento nel cosiddetto corpo d’armata d’assalto che riuniva gli arditi dei diversi reparti dell’esercito.

 

(da Carteggio Privato – Gli Amici nemici, 1972)

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