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Enigma Caporetto

Le dimensioni della sconfitta italiana a Caporetto sono tali da suscitare immediatamente interrogativi che sono ancora oggi oggetto di acceso dibattito tra gli storici.  Due anni di conquiste territoriali, ottenute al prezzo di decine di migliaia di morti, vengono spazzate via in poche ore e, cosa ancora più sconcertante, l’esercito italiano emerge dalla battaglia letteralmente dimezzato:  i prigionieri sono circa 300.000, gli sbandati  400.000.  Gli studiosi sono ricorsi alle più diverse spiegazioni per dare ragione di questa disfatta – dall’impreparazione dell’esercito italiano  ai ritardi nell’esecuzione degli ordini di Cadorna,  dalla mancanza di comunicazione tra generali  ai fattori metereologici, dalle nuove tattiche impiegate dall’esercito tedesco all’impatto sul morale delle truppe italiane di una disciplina durissima ed arbitraria, accompagnata da una condotta di guerra spesso insensata.  Per i comandi militari italiani dell’epoca, invece,  la spiegazione è una sola, semplice ed inequivocabile:  la codardia dei soldati e i contraccolpi sul loro morale di un fronte interno disunito e minato dal disfattismo e dal pacifismo. 

(Da:  Enigma – Caporetto, i misteri di una disfatta, di Corrado Augias, 2007)

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